L’OMBRA FISSA DEL CANE di Elena Campani (Astarte Edizioni)

Questo non è un libro sui cani. Nemmeno su un cane specifico. Si comincia a parlare di un certo cane poco dopo la metà del volume e tutti i capitoli sono introdotti da dotte citazioni che riguardano i nostri amici pelosi preferiti, ma ecco, il titolo inizialmente potrebbe trarre in inganno. Eppure… Eppure, pur non essendone un personaggio, il cane riesce davvero a proiettare la sua ombra nel corso di tutta la storia.

Il fatto: una liceale viene trovata uccisa. La scuola di provincia e tutti i suoi professori con i relativi rapporti interpersonali sono ben raccontati anche dalle varie chat di gruppo. La protagonista è Tulva, la bibliotecaria che a causa di un trauma fatica a parlare (ma si esprime benissimo scrivendo) e che guida il corso delle indagini (no spoiler!).

Ciò che rende questo romanzo altro (dal solito che capita spesso di trovare in giro) è che si legge in un giorno, massimo due. Io ci ho messo un pomeriggio, letteralmente. Gli eventi e le riflessioni e i dialoghi e le bellissime dissertazioni tecniche su stampe ed editoria si susseguono senza mai creare confusione, generare sovraccarichi informativi o lasciare buchi, rendendo l’esperienza della lettura piacevole e rilassante.

Un romanzo, per dirla in breve, che racconta la sua storia come si deve.

Citazione doverosa per questa frase meravigliosa: “Come in un abito dall’interno rivoltabile, quel suo mondo onirico di assenze e di solitudine era la fodera di quello reale che annaspava nel ricomporsi e ritrovare una sua coesione.”

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