PRECIPITAZIONI SPARSE di Paco Jasa (Astarte Edizioni)

Questo non è un libro, è un gioiellino. Dalla copertina di Camilla Calandro, incantevole, alla mia citazione preferita: “Nel profondo bisogno di tutto e nella necessità di accontentarci di qualcosa, si strappano frammenti al mondo che ci ha tenuti a lungo come parti di un creduto intero” (frammento che ben spiega anche la qualità eccelsa della scrittura).

Sarà che conosco bene la vita di lago e come son fatte le comunità dei paesini che vi si affacciano, ma non si può non adorare le pennellate con cui sono ritratti gli abitanti dell’immaginaria (ma non così tanto) Runìco: Antevleva, Amilcare, Abigaille e tutti gli altri sono una coralità spassosa e mai banale di voci uniche.

L’altra grande protagonista è l’acqua, poliedrica, eclettica, inafferrabile, che scompare, ricompare, svuota, allaga, annega, uccide e fa risorgere. E poi ci sono i funghi. E le trote.

Della trama si può dire ben poco senza rischiare di “spoilerare”. Già che inizia con un lago che scompare, ti fa venire subito un’irrefrenabile voglia di sapere perché. Inevitabile e dolorosa la riflessione ecologista, che ci ricorda quanto tutto sia così com’è solo finché non lo è più, e allora è troppo tardi per desiderare che resti tale.

Nota di merito: ho avuto la fortuna di sentire i due autori, Sabrina Corsini e Jacopo Panizza, a una presentazione organizzata dalla Libreria Libri al Sette di Carugo. Ammirevole e quasi incredibile che abbiano deciso di lavorare dietro uno pseudonimo per superare la smania di comparire, di mettere al centro il sé, superando l’egotismo di cui sono vittime tutti gli scrittori (e più spesso gli aspiranti tali) in favore di una collaborazione all’insegna del motto insieme si fa meglio. Due persone rare.

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