LA MOSSA DELLA CERNIA di Valeria Corciolani (Altrevoci edizioni)

Valeria Corciolani è l’amica che tutti vorremmo avere. Non la conosco personalmente, ma se la scrittura è uno specchio dell’anima, credo che Valeria sia davvero una bella persona. Adoro il modo in cui racconta, il suo sguardo esperto che in questo romanzo si concentra sui colori e sui sapori, mischiando capolavori su tela e capolavori su tovaglia in modo raffinato e insieme semplice, mostrando la propria competenza senza farti sentire una stupida o un’ignorante. Come farebbe una buona amica, ansiosa di coinvolgerti nella sua passione, da cuoca esperta o amante dell’arte, ma senza alcuna arroganza o presunzione.

La voce di Corciolani parte da Chiavari ma arriva ovunque, non importa che tu non sappia distinguere (come Lucia) una cernia da uno scorfano o non sappia quando è stato inventato il blu di prussia.

I personaggi sono quelli classici del cozy crime, donne e uomini normali mischiati a commissari e agenti scelti che si ritrovano, per lo più loro malgrado, coinvolti in un colpo di scena dopo l’altro. L’aspetto che più mi ha affascinata di questo romanzo, sinceramente, non è stata tanto la trama “gialla”, quanto l’atmosfera costruita tutt’intorno con pennellate di humor, riflessioni profonde ma non pedanti, descrizioni piene di brio e un realismo vivace capace di dipingere la realtà migliore di quella che è (per una volta, possiamo lasciarci illudere). Comunque, crimine, sospettati e indagini ci sono tutti e sono come dovrebbero essere: misteriosi, intricati e appassionanti.

Comunque, giusto per tornare al cibo (movimento che è una costante della mia vita, non solo della lettura di questo libro), credo di aver messo su tre chili anche solo leggendo di certe leccornie spettacolari!

Poi, per una volta, riesco anche a leggere un libro appena uscito! Però, per non smentire il mio ritardo editoriale cronico, ho prima voluto recuperare i volumi uno e due di questa trilogia chiamata “Animali, crimini e misfatti”, nello specifico i romanzi “Il morso del ramarro” e “Lacrime di coccodrillo”. I personaggi più o meno vengono ripresi dal passato, ma – come quasi sempre accade in questo tipo di serie – i romanzi singoli si possono leggere anche come opere singole, rinunciando al bene che si impara a volere alle persone (non più personaggi) raccontate quando le si segue dall’inizio del loro percorso su carta. Personalmente, preferisco questo secondo approccio – motivo per cui avevo molto apprezzato un’altra serie della stessa autrice, “La colf e l’ispettore”.

Un’altra confessione (che faccio volentieri perchè sto già riparando alla mia mancanza) è che non conoscevo la Altrevoci Edizioni, che invece è saltata tra i primi posti della lista delle mie case editrici preferite, visti anche i titoli e gli autori che ho scoperto pubblica. Sarò più che felice di colmare le mie lacune!

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