IL CONFINE DEL FUTURO di Francesca Rossi (Feltrinelli)

Tra i tanti libri che sto leggendo in questo periodo per approfondire i principi e il funzionamento dell’Intelligenza Artificiale (onde evitare di dire/scrivere le stupidate che mi tocca sentire/leggere fin troppo spesso, circondati come siamo da tuttologi che hanno decisamente molte più opinioni sulla lingua che pagine studiate alle spalle), il libro di Francesca Rossi, scienziata esperta di IA, è forse quello di cui consiglierei la lettura a chiunque volesse farsi un’opinione in merito.

È un volume agile, scritto in modo molto scorrevole, che non richiede – almeno, così mi sembra – alcuna conoscenza specifica di argomenti scientifici, informatici o matematici per risultare comprensibile. Anche la storia dell’IA viene raccontata per esempi e strumenti concreti, non per teorie astratte o modelli dai nomi astrusi. Leggendolo, si comprende bene cos’è l’IA, quale percorso ha fatto, in quali aspetti della vita sta avendo e potrà avere più peso, quali sono i bias e i confini che deve ancora superare, ma soprattutto si comprende quanto il suo sviluppo e le sue applicazioni abbiano molto più a che fare con la filosofia, l’antropologia e l’etica di quanto si possa pensare.

Il ibro è stato scritto nel 2019 e può già risultare “obsoleto”. In un capitolo dedicato ai limiti dell’IA l’autrice dice che, per quanto il machine learning possa insegnare a una IA a comprendere frasi e rispondere in modo conseguente, al momento (nel 2019) non è ancora possibile dialogare in modo generale con un’IA. Incredibile, eh? In quegli anni c’era Alexa. Oggi c’è ChatGPT che ha addirittura un numero di whatsapp cui possiamo telefonare…

In realtà, il fatto che il libro risalga a 5 anni fa e consideri ancora molto di là da venire capacità e usi che invece ormai sono all’ordine del giorno è forse il suo aspetto più (involontariamente) interessante: se in 5 anni quello che a un’informatica esperta sembrava uno dei limiti più evidenti dell’IA è stato brillantemente superato dalle IA generative, che cosa possiamo aspettarci tra altri 5 anni? La crescita dei progressi, come l’autrice spiega, può davvero essere esponenziale, invece che lineare? Noi persone comuni non possiamo saperlo, e stando a quello che ho letto finora, in questo libro come in diversi altri, temo che anche gli sviluppatori stessi non abbiano davvero idea di dove potrebbero arrivare, poiché moltissimi dei ragionamenti dell’IA sono a noi esseri umani letteralmente incomprensibili.

Davvero, allora, impostare e sviluppare un’etica dell’IA come sta facendo Rossi diventa fondamentale. L’etica umana, non artificiale.

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