L’avevo iniziato (il primo volume è del 2016), l’ho abbandonato, l’ho ricominciato (grazie Lisa!) e… l’ho adorato! Tutta la trilogia divorata come una pizza col kebab! E chi mi conosce sa che paragone alto sia, per me.
La Chiesa Rossa vince su Hogwarts dieci a uno (come Mia Corvere sul maghetto). Voglio dire, un posto in cui insegnano a uccidere con le armi o con i veleni, con le ombre o con il fascino, a rubare e a mentire… Una storia decisamente diversa! E piuttosto cupa e violenta, devo dire, e man mano che la si legge e si capisce che – nonostante l’età della protagonista – non va affatto considerata una saga per ragazzi. O almeno, non per ragazzi deboli di stomaco o impressionabili.
Ho riso, ho pianto, ho divorato le pagine una dopo l’altra, fino alla fine del terzo volume, perché come sempre niente è quello che sembra e ciò che inizia come una vendetta privata finisce per diventare… nah, non si può spoilerare.
Da leggere. Sesso, sangue, famiglie disfunzionali, un non-gatto, parolacce, amori saffici, morti di ogni tipo: c’è proprio tutto. Ci sono pure le note a piè di pagina, almeno nel primo volume, per i più appassionati 😀
Kudos al traduttore Gabriele Giorgi, professionista veterano delle traduzioni di romanzi fantasy (tra le altre cose, è la voce italiana di Brandon Sanderson) che tra illuminotte, Messer Cortese, Verobuio e le Lame di “Nostra Signora del benedetto omicidio” è riuscito a vincere l’ardua sfida di inventare un glossario di termini in grado di mantenere il tono epico ed evocativo degli originali, ma in italiano. Da collega, non posso che complimentarmi.
E comunque, “Mai tirarsi indietro, mai avere paura e mai, mai dimenticare”.
