In realtà, sarebbe stato più appropriato “di nonna in nipote” come titolo, per questo libro tanto breve quanto coinvolgente. Leggendo, la sensazione è che qui sia stato l’amore – e non la pazzia – a saltare una generazione.
Ben sei generazioni di donne vengono ritratte, vive e vivide nelle voci delle protagoniste stesse, in una serie di monologhi interiori e dialoghi e messaggi e lettere che lasciano poco spazio alla narrazione pura. C’è una sorta di canale di comunicazione sempre aperto tra queste donne, che si amano e litigano, si giudicano e si perdonano, si allontanano e si ritrovano, e di madre in figlia, o di nonna in nipote, si tramandano segreti e ricette.
Nella giovane Adè c’è tanto dei giovani di oggi, mostrato con sincerità, senza ipocrisie o semplificazioni. Il rapporto tra lei e la nonna Marilù, con il suo misterioso passato, è il pilastro attorno a cui si dipanano le altre storie, compreso il difficile rapporto tra l’adolescente e sua madre, la figura forse più caricaturale e meno riuscita tra i personaggi.
Il tema, ossia il retaggio femminile nella storia familiare, è sicuramente molto di moda in questi ultimi anni, ma in questo caso la leggerezza e la poesia della scrittura lo rendono meno guerreggiante del solito, più concentrato sullo sdoganare le streghe che sul giudicare male il patriarcato (figure maschili qui non pervenute). Insomma, un paio d’ore piacevoli di lettura al femminile, a tratti anche parecchio divertente.
