A volte mi chiedo quale perverso meccanismo permetta a ciofeche indegne di scalare le classifiche, mentre rischiamo di perderci per strada veri e propri gioielli di inventiva, ironia e qualità letteraria sopraffina – come questo. Ho scelto questo romanzo senza nessun motivo specifico tra i tanti altri titoli di un pregevole editore, che volevo conoscere meglio. Non vi dico la gioia quando ho iniziato a leggerlo!
Londra, 1840. Atmosfera steampunk delle migliori, tra sbuffi di vapore, ingranaggi e magie alimentate a energia. Trama gialla quasi thriller: un famoso parlamentare viene rapito e sua figlia chiede aiuto all’improbabile avventuriero (non investigatore privato, mi raccomando) Harvey Langston, e al suo maggiordomo-spalla Alford. Sullo sfondo, la difficile convivenza tra strix (demoni, vampiri, goblin e quant’altro) e umani (spesso più mostruosi dei cosiddetti mostri). In questo mondo inventato e bizzarro tutto funziona a dovere, i dettagli sono numerosi e precisi, anche negli aspetti fantasy più creativi non si perde mai la coerenza di base che lo rende “reale” e vivo. La vicenda è un rocambolesco susseguirsi di avventure per lo più imprevedibili e talvolta decisamente originali.
Ma l’aspetto più interessante, che tiene davvero incollati alla pagina, è di sicuro il tono: ironico in modo irresistibile! Le battute continue, i dialoghi serrati e taglienti, i commenti allusivi e paradossali, le descrizioni grottesche… L’ironia non dà tregua. Io non so come l’autore ci sia riuscito, ma leggendo questo romanzo ridi, e di gusto, dall’inizio alla fine. Qualche esempio?
Con i suoi venticinque anni, Catherine sarebbe stata una bella ragazza, se solo fosse stata bella, ma non lo era.
– Una vera cascata di complimenti, Alford. Ricordami di non darti lo stipendio, a fine mese.
– Come ogni mese, signore.
Il goblin si ergeva sull’orlo della cisterna, lo sguardo perso nell’orizzonte melmoso, intento a contemplare le meraviglie della natura e forse a interrogarsi sul come e sul perché della sua effimera condizione. No, a un esame più attento Langston vide che stava solo svuotando la vescica.
E via così, una scena dopo l’altra. Leggere per credere!
PS: Kudos a Gainsworth per la copertina, la adoro.
