LA CASA DEI SILENZI di Donato Carrisi (Longanesi)

Non fate il mio stesso errore! Non leggete questo romanzo (né ascoltatelo su Audible) se non avete letto i tre precedenti della serie! Nell’ordine: “La casa delle voci”, “La casa senza ricordi” e “La casa delle luci”. Almeno, non fatelo se volete comprendere appieno la sottotrama relativa a Pietro Gerber, alle presenze nella sua casa, alla cornice vuota, al perché ricordi di aver già visto Erica…

Se invece vi basta una trama inquietante, appassionante e ottimamente scritta, leggetelo/ascoltatelo senza por tempo in mezzo! Vale.

C’è un ipnotista che lavora con i bambini. C’è un bambino i cui sogni sono abitati da una spettrale signora silenziosa. C’è una casa che sembra respiri. C’è un sacco di pioggia, di freddo, di buio. Gli ingredienti dei thriller alla Carrisi ci sono tutti: la violenza (ma mai splatter), l’atmosfera tesa, i traumi del passato che tornano, gli elementi naturali che sembrano soprannaturali, il confine labile tra la psicologia come scienza e la pseudo-psicologia onirica… Naturalmente, queste stesse costanti che i suoi fan entusiasti adorano sono motivo di critiche per chi è alla ricerca di qualcosa di nuovo e originale. Personalmente, se leggo un thriller alla Carrisi voglio che sia un thriller alla Carrisi, altrimenti leggo altro. Quindi, per me è sì.

Nota personale: essendo il mio primo Pietro Gerber, sono rimasta piacevolmente stupita dal suo essere una sorta di “indagatore dell’incubo” (Dylan mi perdonerà). Non è solo uno psicoterapeuta e non è davvero un detective, ma è un’intrigante commistione di queste due figure. L’ipnosi come tecnica di indagine è decisamente molto interessante.

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