LE VENTISETTE SVEGLIE DI ATENA FERRARIS di Alice Basso (Garzanti)

Mi sono fatta leggere questo romanzo dall’autrice stessa (è disponibile su Audible) perché il modo in cui Alice Basso usa la voce, con le sue mille intonazioni speciali, le vocine e le pause tattiche, è parte del piacere della “lettura” delle sue opere.

Ancor più che nelle opere precedenti (che ho adorato tutte, dalla prima all’ultima), la sfumatura “gialla” di quest’opera è pallida. Però, invece di risaltare il rosa, risalta… boh, non so esattamente di che colore potrebbe essere la letteratura costruita attorno a personaggi neurodivergenti. Perché sì, tutta la storia ruota attorno alla neurodivergenza di Atena, la giovane protagonista che dirige una rivista online di enigmistica, detesta le sorprese e ha ventisette sveglie al giorno che le ricordano cosa fare: lavorare, mangiare, andare a letto, smettere di pensare; che ha un fratello gemello di nome Febo, scrittore in crisi che s’iscrive a una scuola di magia; e che ricorda le conversazioni con la madre e i tanti consigli ricevuti per “comportarsi in modo normale”, così da integrarsi meglio tra i cosiddetti normali.

Alice Basso centra l’obiettivo. Ci racconta la deviazione dagli standard (presupposti tali, anzi) senza né “romanticizzare l’autismo” (la postfazione spiega molto bene questo concetto) né addentrarsi nei meandri di un saggio di psichiatria. Non si ride mai di Atena, ma con Atena. Non è un personaggio buffo o ridicolo, ma è un personaggio completo, complesso e sfaccettato, che fa e dice cose che fanno ridere. Soprattutto, pensa cose che fanno ridere. Sì, le sue considerazioni sono proprio tanto speciali quanto condivisibili!

Per tutto quanto sopra, grazie ad Alice per le risate e… attendo con ansia il prossimo appuntamento di questa nuova serie!

PS: kudos per l’inserimento dei brillanti giochi di parole tipici dell’enigmistica classica, quelli che ci hanno tenuto compagnia per tanti anni, tra un Bartezzaghi e un anagramma crittografico (e che non sono sicura sopravviveranno a ChatGPT e agli altri LLM, capaci di crearli a comando in pochi secondi… che mestizia).

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