LA CONTESSA VA IN CROCIERA di Francesco Muzzopappa (Solferino)

La sagace contessa Maria Vittoria dal Pozzo della Cisterna, aristocratica in crisi finanziaria, accetta di partecipare come VIP a una crociera pagata, insieme al figlio Emanuele, il classico bello ma poco sveglio, ritrovandosi presto coinvolta in un naufragio che la scaraventa su un’isola deserta con altri personaggi fuori dal comune.

Muzzopappa fa molto ridere, come sempre. Il carattere algido e sprezzante della protagonista filtra tutto ciò che accade con considerazioni e descrizioni spassose, e soprattutto intesse quei lunghi dialoghi pungenti che sono il motore del romanzo. Il ritmo della narrazione è veloce, alcuni eventi davvero assurdi e grotteschi, ma di fatto non si smette di sorridere in nessuna pagina, neppure quando il velo della verosimiglianza in alcuni quadretti sembra strapparsi.

La contessa non viene mai rappresentata come una figura ridicola, anzi. È una vera e propria eroina, capace del massimo autocontrollo e con inaspettate doti da survivalista di alto livello. Sinceramente, ha tutta la mia stima!

Una commedia ironica, leggera, piacevole da leggere e senza nessuna pretesa di contestazione sociale, anche se di fatto prende bonariamente in giro un certo tipo di nobiltà che temo non si sia ancora del tutto estinta. Non mi vengono in mente molti altri titoli di commedia pura, dove la risata non è un mezzo per scrivere di altro (dal sorriso nel cozy crime al controcanto ironico negli horror) ma è l’obiettivo finale. E secondo me, oggi di ridere con intelligenza c’è davvero molto bisogno.

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