Approfitto dell’uscita dell’ultimo capitolo (solo per adesso, spero!) delle disavventure di Olga e Franco, per parlare anche dei primi due imperdibili volumi (che non a caso costituiscono anche i libri scelti dal Book Club dell’Associazione Culturale Piero Gatti di questo mese, ossia “Dolce da morire” e “Tutta colpa di Chopin”).
…Ma come si fa a recensire seriamente questo duo incontenibile di comicità pura?!? (E se io stia parlando dei due protagonisti o dei due autori, è un mistero degno della Reali Investigazioni.)
Aicardi e Pastori sono riusciti nella nient’affatto semplice impresa di ritagliarsi uno spazio di audace originalità e creare qualcosa di spassoso e ben fatto, unendo ingredienti quali il cozy crime, l’ambientazione milanese, la commedia nera e l’agrodolce sarcasmo brianzolo, in un contesto editoriale già ricco di altri nomi contemporanei celeberrimi (che non elencherò per non fare torto a nessuno).
Olga è un personaggio riuscitissimo, il mio preferito in assoluto (al photo-finish con Oscar, il gatto). Questa cinquantenne sovrappeso, appassionata di dolci, polemica, arguta, testarda, maliziosa e con alle spalle una famiglia altrettanto esilarante… Sarebbe stato facile renderla una macchietta, il pericolo era dietro l’angolo. Invece, pur sembrando incontenibile, Olga non straborda mai. O meglio, quando lo fa, si capisce – spesso è lei stessa a rifletterci su – che per lei è questione di sopravvivenza, è un meccanismo di difesa. Le sue battute per la maggior parte sono sagaci, alte; non è umorismo da avanspettacolo, anzi credo serva una certa cultura generale per apprezzarle tutte fino in fondo.
La trama gialla propriamente detta, pur non essendone io un’esperta, mi sembra in costante evoluzione. Dai ricatti e dai furti dei primi due volumi, qui apriamo addirittura su una sparatoia che mette a rischio la vita del Nero (altro personaggio indimenticabile, un armadio d’uomo che gira con l’Hummer rialzato ma è anche un insospettabile sentimentale).
Mi verrebbe da dire che stiamo andando al contrario, rispetto a ciò che accade di solito nelle serie crime. Siamo abituati a romanzi fortemente di trama, all’interno dei quali conosciamo a poco a poco i protagonisti, a cui dopo qualche avventura finiamo con l’affezionarci; qui, invece, la prima cosa che abbiamo fatto è stato innamorarci di Olga e Franco, e man mano che proseguiamo le loro avventure si fanno più intense e di spessore, più noir. In questo terzo episodio ritroviamo la misteriosa Badessa, il faccendiere Salvatore Poeta, sospetti di connivenza con la malavita ma soprattutto la minaccia più pericolosa di tutte: Oliva e Olimpia ospiti della Frau!
Insomma, Aicardi e Pastori ci stanno dimostrando che si possono raccontare storie intriganti con intelligenza, leggerezza e profondità, tutto insieme. Un vero intrattenimento di qualità.
