Se quando i vostri occhi leggono “Manzini” il vostro cervello rielabora la parola in “Schiavone”, allora lasciate perdere.
Ma.
Se siete degli aspiranti scrittori, scrittori emergenti, wabbabe scrittori o convinti di essere scrittori perché avete autopubblicato qualcosa che ha scritto chatGPT o pubblicato a pagamento le vostre memorie, leggete questo libro per sapere chi siete davvero.
Se siete degli impiegati o dei freelance che lavorano in un qualsiasi punto della filiera editoriale, dalle copertine alla rilegatura, dall’impaginatura alla traduzione, leggete questo libro e magari valutate altre opzioni.
Se vi piace leggere, fate parte di un book club o di un’associazione culturale, e vi dilettate a mettere stelline e pollici alzati ai libri in vendita, leggete questo libro ed esercitate il pensiero critico.
Se pensate di essere degli esperti, dei recensori acculturati, dei fini conoscitori del mercato editoriale italiano perché andate alla fiera di Torino una volta all’anno, leggete questo libro e fate esercizio di umiltà.
Se siete dei booktoker, dei bookgrammer, dei bookblogger, dei bookaltraroba, leggete questo libro dieci volte come fosse un rosario, per amor del cielo.
Se siete dei veri scrittori, sicuramente l’avete già letto, quindi niente.
Soprattutto, se amate il mondo dei libri e come me ancora pensate che “i libri servono. I libri sono i mattoni di una società, i libri sono la barriera al pensiero unico, ai terrorismi democratici, ai pensieri acritici, i libri sono l’ancora di salvezza e il livello di civiltà di una società. I libri siamo noi, ci rappresentano, pensiamo e viviamo perché ci sono dei libri da leggere. […] E adesso? Rendicontazioni, grande distribuzione, grafica accattivante, quarta di copertina, sconto editoriale, in una parola: marketing”, leggete questo libro col cuore… E quando avrete finito di ridere, e di piangere, avrete capito molto meglio perché noi siamo la Resistenza.
E resisteremo, anche dopo averlo letto.
PS: questo post è stato scritto interamente al maschile perché un eccessivo uso di asterischi o schwa l’avrebbe reso illeggibile. Chiaramente, ogni scrittore/lettore/esperto citato è anche (spesso più e meglio) una scrittrice/lettrice/esperta.
