SARÀ ASSENTE L’AUTORE di Giampaolo Simi (Sellerio)

Questa volta, la recensione la fanno le citazioni, perché questo libro si spiega da solo. Lo si può solo leggere, riderne e piangerne.

“Non c’è giorno dell’anno che non possa fornire un alibi a un fatto di per sé molto semplice: la stragrande maggioranza della popolazione, messa di fronte a una scelta secca, preferirebbe accettare un invito a cena da Hannibal Lecter piuttosto che assistere alla presentazione di un libro.”

“Non avendo un cazzo da fare, nella vita, passava le giornate a far finta di essere un velista esperto, un conoscitore d’auto d’epoca, progettava di metter su vigneti o andava a farsi rifilare patacche da qualche antiquario. A un certo punto s’era messo a scrivere. Capita a tutti, no? Leggere… no, figuriamoci, neanche per idea, ma scrivere sì, oh sì… prima o poi prende a tutti, la fregola.”

“Anche i lettori, le persone colte che si dicono progressiste e votano a sinistra, spesso dentro sono conservatrici, vivono arroccate nel grande passato del ’68, di Canzonissima, delle figurine Panini, di Pertini presidente o della grande commedia all’italiana, non importa. Le uniche novità che apprezzano sono quelle dall’estero, per mostrarsi up-to-date.”

“Ora, un best-seller noi lo dobbiamo vendere non tanto e non solo ai lettori, sennò è semplicemente un libro che vende bene. Un best-seller deve arrivare anche ai consumatori. Cioè a gente che non vuol fare fatica, mai.”

“Vede, Sperticato, che se si applica riesce a scrivere delle cazzate immonde?”

“Lui aveva letto un solo romanzo di Lo Sospiro e ci aveva ritrovato l’eterna dannazione, molto italiana, di colui che si ostina a presentarsi come autore letterario: la ricerca della prosa d’arte. […] L’italiano era stato forgiato da poeti e letterati nella continua ricerca del bel suono, ma conduceva molto velocemente il Cappuccetto Rosso in cerca dell’aggettivo più letterario nelle fauci del Lupo della retorica più svenevole e mummificata.”

“…la critica non esiste più. È una cosa dell’altro secolo… oggi è finita, morta, deceduta, spirata, schiattata, ha emesso l’ultimo rantolo, ha reso l’anima a Dio, ha tirato il calzino! Le è chiaro questo concetto? O pensa davvero che la critica sia qualche rivista on line che leggono in tre gatti, o che siano le giurie che spartiscono i premi come i sottosegretari di un governo?”

“Ma tutto questo non cambierà il fatto che la letteratura cosiddetta alta […] non parla a nessuno, non tocca i problemi veri di nessuno. Scrivete libri per persone che ne hanno letti già altri diecimila, ma per carità, non sarebbe neanche questo il problema… è che devono essere esattamente gli stessi diecimila che avete letto voi! Ma da quale feroce demone autoreferenziale siete posseduti?”

“Il talento, Sperticato. L’ingiustizia sociale più feroce che esista, l’elemento che la natura ha distribuito nella maniera più antidemocratica, casuale e crudele. Il reddito lo puoi redistribuire, l’istruzione anche, il talento no. Il mondo è composto al 99,99% di Salieri.”

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