Cinque generazioni di alta borghesia milanese raccontate in una saga dal respiro ampio… con un pizzico di giallo che non guasta mai!
Confesso di non essere una grande appassionata di saghe familiari, ma in questo caso l’autrice è riuscita a raccontare i suoi numerosi personaggi con un’attenzione, una precisione e una profondità tali che ho finito con l’affezionarmici! Giuro, chiuso il libro, dopo giorni ancora ci ripensavo, come fossero ricordi di persone conosciute nella realtà.
Dopo un iniziale spaesamento dovuto al fatto che alcuni nomi si ripetono in epoche diverse (com’è giusto che sia nelle grandi famiglie di potere), anche grazie al provvidenziale albero genealogico posto in apertura, quello che appare davanti è un’immenso affresco costellato di nascite e morti, matrimoni e divorzi, amori, invidie, amicizie e rivalità. Lo spostamento continuo avanti e indietro nel tempo, gestito con grande cura, arricchisce la narrazione dandole spessore e ricercatezza. Perfetto il personaggio della contessa Pia, la matriarca, che con un espediente (niente spoiler, giuro) riesce a scuotere i membri della sua famiglia, costringendoli a riunirsi nella villa di famiglia a Milano e a confrontarsi con quelle verità nascoste che Pia stessa custodisce.
La scrittura l’ho adorata. Scorrevole, piacevole, mai pesante né sciatta. Pennellate date con la maestria di chi con le parole ci lavora da sempre e sa bene come usarle e dosarle. Non è facile non stancare mai, quando si scrivono storie così corpose, ma di fatto sono state diverse ore di lettura decisamente appassionante.
Con mia grande gioia, questo libro è solo il primo di una trilogia. Il secondo è già uscito (si intitola “Le stagioni delle verità”, ed è un vero e proprio giallo, con la partecipazione straordinaria dell’ispettore Sebastiano Rizzo, protagonista di un’altra serie, decisamente crime, dell’autrice) e non vedo l’ora che esca il terzo!
