Ecco un fantasy italiano che non sembra italiano (e giuro che è un complimento!). C’è questa leggenda metropolitana secondo cui il fantasy italiano non esisterebbe. O, se esiste, è scritto male o parla di gnomi padani e draghi tarantolati o in realtà è un romance travestito. Ecco, La Mesmerista è la prova che il fantasy italiano esiste eccome, e sa il fatto suo. Ed esiste anche in una dimensione da spy-story che non ti immagineresti mai.
Sara Simoni tira fuori dal cappello un mondo che ha lo stile e l’eleganza del fantasy anglosassone ma ci aggiunge una voce originale, solida, in un’ambientazione steampunk ucronica che è un mix ben dosato di magia, intrigo, misteri e personaggi sfaccettati, con un sistema magico basato sul mesmerismo, in auge (nella finzione) in Italia negli anni ’20. La protagonista Lena, una ladra, una bugiarda, è forte e incasinata al punto giusto. Nel romanzo ogni relazione è fatta di maschere, tensione e una buona dose di rischio emotivo. E proprio per questo secondo me funziona, perché non cerca di (com)piacere a tutti i costi.
La scrittura scorre incantevole, inappuntabile, anche quando tira fuori la sua esclamazione preferita (“stelle” o “palle del Fondatore”) ogni tre paragrafi, visto che i punti di vista dell’io narrante che si alternano tendono a stupirsi, spazientirsi, sconvolgersi piuttosto spesso.
Questo è solo il primo tomo di una trilogia (perché non c’è fantasy che si rispetti che non giunga a noi in almeno tre tomi) ed è uscito ormai da un paio d’anni. Ma come sempre: non è mai troppo tardi per scoprire un gioiellino. Vado subito a tuffarmi nel secondo “Inganni e polvere di stelle”!
PS: Kudos per tutto alla casa editrice Acheron Books. Per la selezione del titolo, per la copertina, per la cura editoriale… Se non ci fosse bisognerebbe inventarla!
