LA GANG DEI SOGNI di Luca di Fulvio (HarperCollins)

Che romanzo. Che grande romanzo.

La storia di Cetta che all’inizio del Novecento parte per l’America e là, facendo la prostituta, cresce Natale, ribattezzato dalla burocrazia di Ellis Island.

La storia di Christmas, brillante e sfacciato, che gioca a fare il gangster ma – come il suo quasi padre Sal – le vite le salva, ma a modo suo, raccontando storie e realizzando il grande sogno americano.

E poi la storia di Ruth, ebrea benestante vittima da ragazzina del peggiore dei crimini, che vivrà una vita legata a doppio filo a quella di Christmas, nonostante la lontanza e il dolore.

E la storia di Bill, psicopatico brutale, nelle cui folli violenze riconosciamo la spietatezza di un mondo incredibile ma purtroppo molto reale.

E sotto tutto la storia degli Stati Uniti di un secolo fa, a partire da New York, uno sfondo ingombrante, tra immigrati e razzismo, le strade in mano alla malavita e il proibizionismo, in un crescendo sincero e straziante che ti fa sentire come se fossi lì, a sentire quegli odori, quei rumori. Per non parlare di Los Angeles, di Hollywood, dell’illlusione della ricchezza e della fama, dell’inizio e della fine di un’epoca.

Ho pianto, quando ho letto la descrizione della prima trasmissione radiofonica di Christmas. La scena è costruita con un tale pathos che… davvero, ho pianto. Era come se Christmas fosse stato un mio amico che finalmente aveva raggiunto il suo scopo e avrebbe finalmente raggiunto anche il suo grande amore.

Un romanzo imperdibile, scritto quasi vent’anni fa da un autore purtroppo scomparso che, per dirla tutta, “avercene”.

Questo sito utilizza solo cookie tecnici necessari al funzionamento, come previsto dalla normativa vigente. Continuando a navigare, accetti l’utilizzo dei cookie. Per maggiori informazioni consulta la nostra Privacy Policy.